Per la convocazione dell’Assemblea di Condominio basta un termine “congruo”

Ad affermarlo è stato il Tribunale di Brescia con la Sentenza n. 642 del 18 marzo 2020. L’organo giudicante ha infatti stabilito che non incorre in alcuna responsabilità per ritardata ricezione, da parte dei condomini, dell’avviso di convocazione assembleare l’amministratore che dimostri di aver inviato il medesimo in un arco temporale congruo (i.e. dieci giorni prima dell’assemblea, nel provvedimento citato) rispetto ai termini liberi di cui all’art. 66 disp. att. c.c. Ciò detto, imprevedibili disfunzioni postali che dovessero ostacolare il regolare ricevimento del detto avviso (pregiudicando oltretutto la partecipazione alla convocata assemblea) da parte anche di un solo membro della compagine condominiale non potranno essere da questi addotte quale causa invalidante le deliberazioni eventualmente assunte, in quanto qui non imputabili ad imperizia, negligenza o comunque comportamento omissivo del responsabile del Condominio.

La vertenza

Il provvedimento emesso dal giudice bresciano è la conseguenza di una controversia nata dall’azione, esperita da una condomina, volta ad ottenere l’annullamento della delibera dell’assemblea straordinaria che aveva stabilito, tra l’altro, di tenere sempre aperto il cancello carraio del Condominio (sito su pubblica via) dalle ore 6.00 alle ore 21.00 di ogni giorno. E ciò in quanto la detta delibera era stata assunta senza il voto della parte attrice, la quale non aveva potuto partecipare all’assemblea causa mancata ricezione nei termini dell’avviso di convocazione, pervenutole solo tre giorni prima e non cinque come richiesto dall’art. 66, comma 3, disp. att. c.c.

Il giudice di merito era quindi chiamato a verificare se il responsabile del Condominio avesse o meno spedito il detto avviso nel rispetto dei limiti temporali fissati dalla richiamata norma, consentendo così a tutti i condomini di venirne per tempo a conoscenza al fine di organizzarsi per una valida e consapevole partecipazione al convocato consesso.

La soluzione adottata

Il Tribunale di Brescia ha ritenuto non potersi invalidare la deliberazione assunta dall’assemblea straordinaria, poiché non ravvisabile alcuna inadempienza dell’amministratore condominiale in merito alle tempistiche di comunicazione dell’avviso di convocazione. Nello specifico, l’organo giudicante ha sostenuto che la condomina, pur non votando, avrebbe comunque potuto partecipare (nonostante il poco preavviso) al citato consesso. Il ritardo con il quale la parte attrice era giunta a conoscenza della convocazione di quest’ultimo non era infatti imputabile ad inerzia dell’amministratore ma solo ad imprevisto disservizio delle poste. Il gestor, invero, aveva spedito l’avviso di convocazione con un anticipo di ben dieci giorni sulla citata adunanza. Un termine, quest’ultimo, che il Tribunale bresciano ha ritenuto certamente congruo rispetto a quello libero (di cinque giorni) fissato dall’art. 66 disp. att. c.c. e, quindi, idoneo a permettere a tutti condomini (compresa l’attrice) una puntuale e consapevole partecipazione (indipendentemente dalle disfunzioni postali) alla relativa assemblea condominiale.

Di Luca Malfanti Colombo

(Apparso in versione estesa sul portale digitale Giuffrè Francis Lefebvre – Condominioelocazione.it)

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