Bonus facciate: meccanismo di funzionamento

11.04.2021

Dalla disamina combinata di due diversi provvedimenti emessi dall’Agenzia Entrate (si fa riferimento alla Circolare 2E del 14 febbraio 2020 e alla Risposta ad interpello del 25 settembre 2020 n. 411) sono ricavabili i seguenti assunti:

a) la detrazione spetta quando vengano sostenute spese per interventi atti al recupero o restauro della «facciata esterna, realizzati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali» (Cfr. Circ. 2E-2020). Nello specifico ci si riferisce ad interventi:

-di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;

(sempre sulle strutture opache della facciata ma)influenti dal punto di vista termico ointeressanti «oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio»;

– su balconi, ornamenti o fregi (ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura);

b) la detrazione spetta altresì qualora vengano sostenute spese per:

– rimozione e impermeabilizzazione e rifacimento della pavimentazione del balcone

rimozione e riparazione «delle parti ammalorate dei sotto-balconi e dei frontalini e successiva tinteggiatura» (Cfr. Risposta 411-2020).

È possibile lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta per i lavori richiesti?

A tal proposito soccorre in aiuto il D.L. 34/2020 (convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020 n. 77) che, all’art. 121, prevede che coloro che sostengano spese «per interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui al citato articolo 1, commi 219 e 220, della legge n. 160 del 2019» possono, anziché utilizzare direttamente la detrazione in argomento, procedere alternativamente come segue:

1) «optare (…) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari».

2) cedere un credito di imposta «di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà, per questi ultimi di successiva cessione».

Link

Circolare 2E del 14 febbraio 2020

Risposta ad interpello del 25 settembre 2020 n. 411

D.L. 34/2020 (convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020 n. 77) art. 121.

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